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Padova

Piazza della frutta

Prato della valle


Sant'Antonio


Scrovegni
Città antichissima, dalla pianta urbana tra le più irregolari, pare sia stata fondata nell’anno 1000 a.C. Nel III secolo a.C. “Patavium” si alleò con i Romani per difendersi dai Galli, ottenendo così la cittadinanza e poi nel 49 a.C. la nomina a “Municipium”.
Ricordiamo la costruzione a metà del secolo XII della prima cinta di mura, dopo la distruzione a opera del longobardo Agilulfo nel 601 d.C., in cui gli abitanti furono costretti a rifugiarsi nelle campagne o sulla laguna.
Dopo l’anno 1000 Padova si affermò come comune indipendente e nel 1164 si alleò con Verona, Vicenza e Treviso contro Federico Barbarossa, creando la cosiddetta “lega Veronese”.
Dopo le guerre con Federico Barbarossa, il Comune rafforzato sottomette Vicenza, Bassano e Feltre. Sono gli anni delle prediche di pace di un francescano portoghese che diventerà Sant’Antonio, a cui il popolo subito dopo la morte avvenuta nel 1231, inizierà a costruire una maestosa basilica.
Il Comune si trasformò poi in Signoria, governata dalla famiglia Carraresi, che era la più potente, continuando ad essere un grande centro di cultura e di arte, dando asilo anche a Francesco Petrarca.
Padova perse l’indipendenza politica nel 1405 e cadde sotto il dominio veneziano, ma conservò ancora per tutto il ‘400, grazie a Donatello e a Mantegna, una specie di supremazia artistica su Venezia.
La città quindi seguì le sorti della “Serenissima” fino al 1797, ma poi, con il Trattato di Campoformio, cadde nelle mani degli Austriaci, quindi dei Francesi e poi di nuovo sotto l’Austria fino all’unificazione dell’Italia nel 1866.
Antica sede vescovile ed universitaria, è bagnata dal Bacchiglione ed è collegata per mezzo di canali navigabili al Po e, tramite la Riviera del Brenta, alla laguna di Venezia. Città molto ricca di vestigia paleovenete, romane, medioevali e rinascimentali, tra i suoi centri di attrazione turistica, uno dei più importanti è senz’altro la Basilica di Sant’ Antonio, importantissimo luogo di culto, meta di pellegrinaggi nazionali ed internazionali.

Da Visitare

Notevoli bellezze caratterizzano la città di Padova: il romanico Battistero del secolo XII, di struttura quadrata ma con cupola cilindrica, che conserva al suo interno numerosi affreschi; il Museo diocesano, ospitato nel palazzo Vescovile, del 1309; Piazza dei Signori; la Chiesa di San Clemente; il palazzo del Capitanio con il caratteristico arco Trionfale o dell’Orologio, del 1344; Piazza Insurrezione, che si trova nel centro di quella che è la Padova moderna.

Visitiamo ancora: Piazza delle Erbe, nota per il mercato ortofrutticolo; il Palazzo Comunale, del secolo XIII, ma ampliato nel 1904; il Palazzo della Ragione, eretto nel 1218-19, ma poi danneggiato da un incendio nel 1420, che distrusse alcune opere di Giotto; ed il Duomo, di età alto-medievale, ma ricostruito più volte, con numerose opere d’arte custodite al suo interno.

La nostra visita può proseguire ammirando: la Scuola di San Rocco, dei secoli XV e XVI; i Carmini, chiesa Romanica, ricostruita all’inizio del secolo XVI; la Scuola del Carmine, del secolo XIV; la Cappella degli Scrovegni, nel giardino pubblico dell’Arena, ed è decorata con 38 affreschi di Giotto eseguiti entro il 1305, tra cui “la presentazione al tempio della Vergine”, “la fuga in Egitto” e “la cattura di Gesù”, che dipinse per la nobile famiglia padovana.

Ricordiamo inoltre: i Musei civici; la chiesa romanica di Santa Sofia, di epoca carolingia, ma rimaneggiata più volte; Piazza Cavour, centro della città; via VIII Febbraio, fiancheggiata a sinistra dall’Università e a destra dal palazzo del Municipio. L’Università, detta il “Bo”, è una delle più antiche d’Italia e d’Europa.

Interessanti ancora le visite alla chiesa di S. Francesco; alla Piazza del Santo con il Monumento al Gattamelata, offerto dai familiari del condottiero Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, ad opera di Donatello; alla basilica di Sant’Antonio, uno dei più famosi santuari d’Italia, venne eretta fra il 1232 e la metà del ‘300 per custodire la tomba di Sant’Antonio da Padova.

Ricordiamo in ultimo: l’Oratorio San Giorgio, del sec. XIV, ricoperto all’interno di affreschi di Altichiero; il Palazzo Giustiniani; l’Orto Botanico, del 1545, risulta essere il più antico d’Europa e uno dei più completi d’Italia; e la chiesa degli Eremitani, dove si trovano due affreschi del Mantenga.



La provincia di Padova

Cittadella

Montagnana

Arquà Petrarca

Monselice

Este
Borgo medievale, conobbe il suo momento di maggiore gloria proprio nel Medioevo. La cittadina nacque da un progetto militare di Padova città, che nel 1220 ne promosse la fondazione con finalità evidentemente militari, per tutelare la parte più settentrionale del suo territorio contro il comune di Treviso, che poteva contare sulla struttura fortificata di Castelfranco. Altri obbiettivi che Padova si poneva con questa fondazione furono: mantenere i privilegi di imporre magistrati, lavori e servizi collettivi alle comunità rurali, erigere castelli, imporre dazi e balzelli sui commerci e sulla produzione artigianale, amministrare con propri tribunali la giustizia, reclutare servitù ed eserciti privati di masnadieri.
“Castrum” romano in una zona abitata fin dall’età del bronzo, quindi castello bizantino e poi longobardo, l’antica “Motta Eniana” fu più tardi degli estensi e dal 1242 del vicario imperiale Ezzelino da Romano, per passare in età rinascimentale prima sotto controllo padovano e infine sotto giurisdizione veneziana. Montagnana ( 16 s.l.m. ab. 9444 Prov. Pd ) è giustamente riconosciuta come uno dei migliori esempi di complesso fortificato conservatosi fino ai giorni nostri, tanto da fare invidia alle più celebrate “citadelles” francesi o alle “hradby” boeme. Varcando una delle quattro porte di ingresso ci si trova immersi nella suggestione di un mondo passato: non solo di una atmosfera medievale, anzi edifici e gusti di epoche diverse si accostano e si sovrappongono, retaggio di testimonianze storiche accumulatesi nell’incedere dei secoli in un insediamento urbano racchiuso in una cerchia muraria che si sviluppa per 2 km a protezione di nemmeno 24 ettari di territorio. Ultima dimora di Francesco Petrarca, dal 1370 al 1374, anno della sua morte. Borgo medioevale intatto nel cuore dei Colli Euganei si offre con il fascino discreto dell'antico.
I profili armoniosi delle colline, la pietra rustica delle case, gli occhi allungati delle bifore hanno meritato ad Arquà la menzione nell'albo dei borghi più belli d'Italia (dell'A.N.C.I.), l'analoga bandiera gialla del Touring Club d'Italia e il riconoscimento di città con Decreto del Presidente della Repubblica.
Arquà è un paesaggio senza tempo se non quello della bellezza. Altrimenti, perché fu scelta dal poeta?
Gia di origine romana “Mons silicis”, la cittadina (ab.17400 Prov. Pd) sorta su un crocevia di comunicazioni terrestri e acquatiche si è sviluppata in età medievale sul colle della Rocca in un nucleo urbano caratterizzato da significativi edifici d’epoca e un rigoglioso verde. Si deve al vicario imperiale Ezzelino da Romano la costruzione della prima cerchia fortificata (1239), che nei successivi sviluppi quattrocenteschi voluti dai signori Carraresi avrebbe compreso l’abitato a valle. Delle antiche mura restano scarse tracce, dopo che una irrispettosa idea di modernità nei secoli XIX e XX ne ha divelto ampi tratti per far posto alle nascenti industrie tessili e manifatturiere. Anticamente veniva chiamata “Ateste” probabilmente a causa del fiume Athesis o Adige che bagnava la città. Oltre 3000 anni fa fu il principale sito paleoveneto. Durante il periodo che cha va dal IX al VIII sec. a.C. questa zona doveva rappresentare una sorta di porto o avamposto fluviale, rimasto tale sino all’epoca romana. La città diede il nome alla prestigiosa e potente famiglia degli Estensi che furono duchi di Ferrara, di Modena e Reggio nell’Emilia. Da un altro importante ramo della famiglia trasferitosi in Germania nacquero in linea diretta i Braunschweig-Lüneburg. E’ proprio grazie agli Estensi che si deve la prima fortificazione del nucleo abitato nel Medioevo. Successivamente, attorno al 1340, furono i Carraresi a ristrutturare tutte le precedenti fortificazioni. I Veneziani invece, che s’installarono qui a partire dal 1405, ampliarono notevolmente l’abitato e lo elessero a zona residenziale e di villeggiatura.

Recapiti

Bed & Breakfast "Le Palme"
Via Fanin, 8 - 35010 Vigonza Veneto - Padova Italia
Tel. +39.049.8095600 - +39.049.8765467 (Italiano)
Tel. +39.3387443533 (English, Espanol, Russian, Swidish)
Mail: 
lucaruffato@hotmail.com